"LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE RENZI"

Il 13 maggio è stato svelato il progetto di riforma che ha come obiettivo la nascita di un "welfare partecipativo". Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha infatti annunciato (su Twitter, uno dei suoi mezzi di comunicazione preferiti) la pubblicazione online delle “Linee guida per una Riforma del Terzo Settore”, ovvero del sistema italiano “del volontariato, della cooperazione sociale, dell’associazionismo no-profit, delle fondazioni e delle imprese sociali”.

Aiutare il Terzo settore attraverso "il riordino e l'armonizzazione delle diverse forme di fiscalità di vantaggio per gli enti" e il "potenziamento del 5 per mille". E' una delle proposte del governo per la riforma del mondo del volontariato. Tra le novità, che vorrebbe introdurre l'esecutivo guidato da Matteo Renzi, anche "un Servizio civile nazionale universale", capace di offrire ai giovani "un approccio al mondo del lavoro".

In breve ecco i punti cardine del progetto:

- Servizio civile nazionale universale

Tra le novità più interessanti c'è il nuovo servizio civile, utile ad "assicurare una leva di giovani per la difesa della Patria accanto al servizio militare", spiega il premier.

Aperto ai giovani dai 18 ai 29 anni, anche stranieri, offrirebbe anche un "approccio" al mondo del lavoro. Da 8 mesi a un anno di attività - I tempi di servizio dovranno essere "in linea con la velocità delle trasformazioni che permettano ai giovani di fare una esperienza significativa che non li tenga bloccati per troppo tempo: otto mesi, eventualmente prorogabili di quattro mesi".

- Benefit

Il governo prevede dei benefit per i volontari ovvero: crediti formativi universitari e anche il riconoscimento delle competenze acquisite durante l’espletamento del servizio.

- Dal volontariato al mondo del lavoro

L'obiettivo di Renzi è giungere ad accordi tra le Regioni e le associazioni di categoria degli imprenditori per "facilitare l'ingresso sul mercato del lavoro dei volontari e la realizzazione di tirocini o di corsi di formazione per i volontari".

- Voucher sociali e 5 x mille

Il sostegno alle imprese sociali sarà anche economico e passerà attraverso il potenziamento del 5 per mille con la creazione di un elenco pubblico dei beneficiari dei contributi. Ispirandosi al sistema francese, Renzi pensa poi all'introduzione di "voucher universali per i servizi alla persona e alla famiglia" che potranno essere utilizzati per la salute e l'assistenza di bambini, anziani e disabili.

- Testo Unico del Terzo Settore

Il presidente del Consiglio propone infine la redazione di un Testo unico, utile a coordinare la disciplina civilistica, le singole leggi speciali e la disciplina fiscale.

- Una mail per discutere del progetto: fino al 13 giugno sarà attiva una consultazione tra i cittadini sulle linee guida da presentate dal presidente del Consiglio, attraverso la mail terzosettorelavoltabuona@lavoro.gov.it. La sintesi della discussione porterà un progetto di legge che dovrà essere nuovamente discusso dal Consiglio dei Ministri il 27 giugno.

In molti lo considerano una perdita di tempo, ma il Servizio Civile rappresenta un’opportunità di crescita formativa e personale. Se da una parte i giovani che hanno sperimentato questa esperienza, o la stanno sperimentando tuttora, ne parlano positivamente, dall’altra parte il Governo non ha mai dato l’idea di voler puntare su di esso. Finalmente ci si è accorti di avere tra le mani un’arma potente come il Servizio Civile Nazionale e si è deciso di sfruttarlo davvero. Ora siamo in attesa di ulteriori sviluppi.

 

                                                                                                      Michelangelo Barca

 

Il non profit crea occupazione

Secondo il 9° censimento generale dell’industria, dei servizi e delle istituzioni non profit, cresce il numero degli occupati, il 28% in più rispetto al 2001, con una crescita del personale impiegato pari al 39,4%.

Gli ultimi dati, resi pubblici di recente dall’ultimo censimento del non profit, evidenziano la dinamicità del non profit italiano e la sua capacità di creare occupazione e crescita economica. Infatti, dalla rivelazione del 9° censimento generale dell’industria, dei servizi e delle istituzioni non profit, emerge come questo sia un settore di grande valenza sociale per le sue caratteristiche di ascolto dei cittadini e delle imprese, per soddisfare i bisogni sociali, ricreativi, sportivi, sanitari ed altro ancora. Senza sottovalutare il numero di persone che sostengono attivamente le organizzazioni non profit attraverso il prezioso contributo come volontari.

Identikit del volontario

Complessivamente i volontari impiegati nel non profit sono giovani: 950.000 infatti hanno meno di 29 anni (pari al 20% di cui il 4% hanno meno di 18 anni) a fronte di 740.000 volontari con più di 64 anni (14,8%). Il 43,2% dei volontari ha un età compresa tra i 30 e i 54 anni. Cultura, sport e ambiente sono i settori a larga partecipazione giovanile.

 

Il 50,1% dei volontari italiani possiede un diploma di scuola superiore, il 29,4% un titolo di studio non superiore alla licenza media mentre i laureati sono il 20,5%. La distribuzione per genere evidenzia che tra i volontari donna pesano maggiormente coloro che hanno una laurea (il 23,4% a fronte del 18,7% degli uomini).

E’ interessante sapere che più della metà dei volontari che prestano la propria opera nelle istituzioni non profit italiane è occupato (55,4%). Poco più di un quarto è ritirato dal mondo del lavoro (27,8%) e il restante 16,8% è in altra condizione occupazionale (studenti, casalinghe, inattivi, in cerca di occupazione).

Risorse Economiche

Il totale delle entrate di bilancio delle istituzioni non profit è pari a 64 miliari di euro, mentre le uscite totali (spesa del personale, acquisto di beni e servizi, sussidi, erogazioni a terzi) ammontano a 57 miliardi di euro. Le regioni con il maggior volume, sia di entrate che di uscite, sono la Lombardia (oltre 17 miliardi di euro di entrate ed oltre 15 miliardi di euro di uscite), e il Lazio (quasi 15 miliardi di entrate e quasi 12 miliardi di uscite). Nell’insieme i valori delle due regioni rappresentano circa il 50% del totale complessivo. La principale fonte di finanziamento è di provenienza privata, mentre il 13,9% ha entrate a fonte prevalentemente pubblica. I settori che utilizzano di più fonti di finanziamento pubblico sono la sanità (36,1%), l’assistenza sociale e la protezione civile (32,8%), lo sviluppo economico e la coesione sociale (29,9%). Quelli più sostenuti da introiti privati sono religiose (95,5%), relazioni sindacali e rappresentanza di interessi (95,3%), cooperazione e solidarietà internazionale, cultura sport e ricreazione (entrambe 90,1%).

 

Strumenti di comunicazione

Sono il 68,3% le istituzioni non profit che utilizzano almeno uno strumento di comunicazione. L’uso del web e dei social network assume un ruolo imprescindibile e fondamentale, ma non sostitutivo rispetto all’impiego di strumenti tradizionali. Infatti il 60,9% delle istituzioni prediligono il sito internet, mentre il 54,2% adotta comunicati e brochure informative e il 30% sceglie i social network come veicolo per condividere idee e creare community sul web, seguito della pubblicità (29,8%) e dalla newsletter periodica (15,2%).

Conclusioni

 

Da questo brevissimo cenno sui dati relativi al 9° censimento industria, istituzioni pubbliche e non profit è evidente come questo settore sia di grande valenza sociale e si avverte chiaramente la necessità di costruire attorno all’economia sociale e solidale il futuro del Paese, puntando su imprese cooperative, imprese sociali, cooperative di comunità, e ogni altra forma di economia sociale e associativa che mette al centro la persona e non la finanza, i bisogni dei soci e della comunità e non la remunerazione del capitale. E’ indispensabile attivare un percorso di radicale cambiamento che dovrebbe partire dalla partecipazione responsabile, dall’impegno comune, dal superamento delle divisioni e dei particolarismi, cercando di massimizzare il coinvolgimento, il protagonismo attivo e la responsabilità del cittadino.     

                                                                                                               Luisa Sgarra